
La passivazione dell’acciaio inox è un trattamento chimico superficiale finalizzato a migliorare la resistenza alla corrosione e a ripristinare la protezione naturale del materiale.
L’acciaio inox, infatti, si protegge spontaneamente grazie a uno strato sottile e invisibile di ossido di cromo (Cr₂O₃), che si forma a contatto con l’ossigeno dell’aria. Tuttavia, durante le lavorazioni meccaniche o termiche, la superficie dell’acciaio può contaminarsi con particelle di ferro libero o altri elementi, che compromettono l’efficacia dello strato passivo e aumentano il rischio di corrosione.
Il processo di passivazione consiste nell’eliminare queste contaminazioni e favorire la formazione di uno strato protettivo uniforme, garantendo così una maggiore durata dei componenti in acciaio inox.
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Normative di riferimento |
ASTM A967, ASTM A380, ASTM A480, ISO 16048 |
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Spessore dello strato passivo |
Strato protettivo invisibile, formato da ossido di cromo, tipicamente inferiore a 0,01 μm |
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Aspetto visivo |
Nessuna alterazione estetica del materiale; finitura superficiale inalterata |
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Resistenza alla corrosione |
Oltre 100 ore in nebbia salina secondo ISO 9227 |
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Trattamenti finali disponibili |
A immersione o a spruzzo, su componenti in acciaio inox (AISI 304, 316, 430, ecc.) |
No, la passivazione non altera l'aspetto estetico dell'acciaio inox. Al contrario, può migliorare la finitura superficiale rendendola più uniforme e brillante.
No, la passivazione non modifica le proprietà meccaniche del materiale. Il trattamento agisce solo sulla superficie, migliorando la resistenza alla corrosione ma non influenzando caratteristiche come durezza, resistenza a trazione o duttilità.
Sì, un risciacquo accurato con acqua demineralizzata è fondamentale per rimuovere i residui di acido e prevenire fenomeni di corrosione successivi.
La passivazione è particolarmente efficace su acciai inossidabili austenitici (serie 300, es. AISI 304, 316) e ferritici (serie 400). Sugli acciai martensitici (es. AISI 420) e duplex, è necessaria una valutazione specifica e possono essere richiesti processi dedicati.
Sì, ma in presenza di ossidi di saldatura o scorie, è consigliato eseguire prima un decapaggio per rimuovere lo strato di ossido più spesso, seguito dalla passivazione per ripristinare la protezione superficiale.